CODICE STRADA. MASSOLINO (PAT-CIV): MENO TUTELE, RIFORMA DA RISCRIVERE
(ACON) Trieste, 5 nov - "Dopo oltre trent'anni, l'Italia ha
l'occasione di riscrivere il codice della strada. Un'opportunità
per mettere la sicurezza delle persone al centro delle regole
della mobilità. Ma lo schema di decreto non dà risposte
soddisfacenti alle cause di insicurezza stradale: velocità,
controlli inefficaci e scarse tutele per gli utenti vulnerabili.
È l'allarme lanciato il 3 novembre alla Camera dei Deputati da
Rete italiana mobilità equa (Rime), nuova realtà che riunisce 42
organizzazioni impegnate per sicurezza stradale, tutela delle
vittime, mobilità attiva e trasporto pubblico". Lo rende noto
Giulia Massolino, consigliera regionale del Patto per
l'Autonomia-Civica Fvg, parlando della sua nuova mozione sulla
questione.
"Nel corso della conferenza stampa, Rime, che ha partecipato alla
consultazione aperta dal ministero delle Infrastrutture e dei
Trasporti (Mit) - fa sapere la Massolino -, ha presentato la
propria analisi dello schema di nuovo codice approvato in via
preliminare dal Consiglio dei ministri il 13 ottobre, mentre il
testo è all'esame delle Commissioni Trasporti di Camera e Senato.
Le associazioni chiedono al Governo di sospendere l'iter attuale
e riaprire un confronto sostanziale con Parlamento, enti locali e
società civile per una revisione profonda del testo, mentre alle
Regioni e ai Comuni in conferenza unificata, e alle Commissioni
parlamentari, di esprimere nei propri pareri la necessità di
correggere tutte le criticità evidenziate".
"Per questo - spiega l'autonomista - ho raccolto la richiesta
delle associazioni depositando una nuova mozione in Consiglio
regionale. Da anni denunciamo, fuori e dentro le istituzioni,
l'inaccettabilità dei numeri di persone uccise e ferite sulle
nostre strade, chiedendo interventi urgenti. In questa direzione
vanno anche due mozioni depositate dalla Maggioranza, una delle
quali è stata anche già discussa e approvata, eppure niente si
muove sul fronte della sicurezza stradale. Con il nuovo decreto
la situazione potrebbe ulteriormente peggiorare, anche rispetto
all'autonomia decisionale della Regione e dei Comuni rispetto
alle politiche di sicurezza stradale da mettere in campo, a causa
del previsto accentramento di competenze presso ministeri e
prefetti e nuovi vincoli agli interventi locali, dalle Zone 30
alle Ztz, dalle aree pedonali ai controlli".
"Nella mozione chiediamo, quindi, di farsi parte attiva presso la
Conferenza delle Regioni affinché in sede di conferenza unificata
si esprima parere contrario a questa proposta di nuovo codice
della strada, e chiedere al Governo e al Mit di sospendere l'iter
in corso e avviare un confronto reale con i Comuni italiani e
l'associazionismo per arrivare a una riscrittura pienamente
condivisa del nuovo codice della strada. Inoltre, si chiede a
Parlamento e Governo di assicurare che nella legge di bilancio
2027 in discussione - conclude la Massolino - siano previsti
l'incremento delle risorse del Fondo nazionale trasporti per i
servizi Tpl e il finanziamento dei fondi, attualmente a zero
euro, per la realizzazione di nuove infrastrutture di trasporto
rapido di massa e per l'attuazione del Piano nazionale della
sicurezza stradale e del Piano generale della mobilità
ciclistica".
ACON/COM/rcm